Storia e attualità dell’Ordine dei Periti
Ordine dei Periti industriali
e dei Periti Industriali Laureati
della Regione Autonoma
della Valle d’Aosta
Gli iscritti provenivano allora o dalla Società Nazionale Cogne dove alcuni allievi avevano potuto frequentare corsi serali che, ricalcando le disposizioni ministeriali in materia, permettevano loro di sostenere gli Esami di Stato presso gli Istituti Tecnici Statali esistenti a Torino, Biella e successivamente anche ad Ivrea, oppure avendo frequentato direttamente gli Istituti Tecnici Industriali Statali (ITIS) di quelle città principalmente con le specializzazioni in Elettrotecnica e Meccanica. Solamente negli anni ’80 l’Amministrazione Regionale ha poi istituito l’Istituto Tecnico Industriale presso il polo di Verres con alcune specializzazioni emergenti (elettronica, informatica, meccatronica). In quei tempi e fino alla fine degli anni ’90 la progettazione, sia edile che impiantistica, e la susseguente Direzione Lavori costituivano la vera competenza distintiva della professione: la maggior parte degli iscritti le consideravano come attività che più contraddistinguevano il loro lavoro, dando quindi una certa connotazione al Perito Industriale.
Le attività svolte dagli iscritti si sono diversificate in seguito verso la Consulenza tecnica generale, il Collaudo impianti, la Prevenzione incendi, la Salute e sicurezza sul lavoro, ecc. Oggi le certificazioni e le relative abilitazioni rappresentano un valore aggiunto per più della metà degli iscritti, visto che molti liberi professionisti ne possiedono almeno una: Antincendio (L. 818/84), Sicurezza (D.lgs. 81/2008), Energetica, CTU per il, Tribunale, Acustica, Termotecnica e altre.
Si assiste quindi ad una diversa organizzazione del lavoro: se prima prevaleva una dimensione individuale ora cresce la logica collaborativa. Alcuni Iscritti, infatti, fanno parte di associazioni professionali di ingegneria costituendone, con la loro grande esperienza, un fondamentale tassello (al nostro Albo Territoriale, infatti, è stata recentemente iscritta una Società di Professionisti).
Il futuro
Il lento ed affannoso adeguamento del sistema formativo scolastico professionalizzante italiano a quello europeo ha provocato numerosi ritardi, il più grave dei quali, il problema del riconoscimento della Professione. Così, l’Italia ha dovuto progressivamente recepire le Direttive comunitarie in materia di riconoscimento dei titoli di studio e dei percorsi formativi.
Il Futuro ha quindi voltato le spalle all’odierno sistema formativo scolastico e lascia progressivamente il testimone al nuovo sistema di formazione, cosicché il sistema dell’istruzione statale si è adeguato a quello comunitario. Conseguentemente sono state modificate le modalità di accesso all’esame di abilitazione per l’esercizio della libera professione di Perito Industriale. L’art. 55 D.P.R. n. 328/01 stabilisce che agli esami di Stato per la professione di Perito Industriale si accede con la laurea, tra quelle regolate al D.M. 4 agosto 2000 (cd. “Lauree triennali”), comprensiva di un tirocinio di sei mesi, svolto in tutto o in parte durante il corso di studi tramite convenzioni stipulate tra gli Ordini o Collegi e le Università o con Istituti secondari superiori (Art. 6 D.P.R. n. 328/01). Invero, per poter accedere agli esami di Stato per l’abilitazione professionale di Perito Industriale, l’art. 55, comma 2, lett. d), D.P.R. cit., è necessario conseguire almeno la laurea triennale.
Formazione
I periti industriali sono da sempre in prima linea per assicurare la “tenuta” e la costante innovazione del sistema produttivo italiano. La costante Formazione è la condizione necessaria per apportare quelle migliorie che, cumulandosi giorno dopo giorno, permettono di innovare i processi produttivi, migliorare l’organizzazione del lavoro, ottimizzare i tempi di produzione, progettare con maggiore qualità. Grazie al contatto quotidiano con i sistemi tecnici, tutti i periti industriali sono innovatori per professione.
L’avvento dell’informatica ha completato la metamorfosi del perito industriale, non più solo homo faber, orientato all’azione e alla pratica, ma anche homo sapiens, che basa il suo intervento su conoscenze tecnico-scientifiche sempre più sofisticate. Delle competenze originali dei periti industriali resta la denominazione, mentre i significati si adeguano all’evoluzione dei sistemi tecnici: controllare significa adesso soprattutto calcolare. Progettare vuol dire anche elaborare. Realizzare è sinonimo di conoscere.
C’è bisogno di Professionisti tecnici! Siamo infatti nel pieno avvio di uno sviluppo tecnologico che, come categoria, ci vede impegnati in prima linea senza farsi trovare impreparati; basti pensare
– alla riconversione in chiave green, al PNRR,
– alle Comunità Energetiche,
– alla Transizione dell’Industria 4.0,
– al Super bonus
– al BIM (Building Information Modeling) che interesserà i progetti di Architettura, Strutture ed Impianti.
In merito a quest’ultimo strumento elettronico di modellazione occorre ricordare che il DM 560/2017 ha stabilito modalità e tempi di progressiva introduzione, da parte di: stazioni appaltanti, amministrazioni concedenti e operatori economici per la obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.
Risulta quindi un obbligo, ma dal 2025 sarà un obbligo per tutte le opere progettate e per qualsiasi importo!
I futuri professionisti dovranno essere pronti ad intervenire in maniera concreta sui temi tecnologici.
Ordine
Rilevato che a seguito dell’entrata in vigore della Legge 26 maggio 2016 n. 89, modificando la Legge 17/1990, si individua ora nella laurea triennale (VI livello EQF) il titolo di studio minimo, ai fini dell’accesso agli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito Industriale, il CNPI (CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI) con DELIBERA N. 434/71 del 28 settembre 2017 ha ritenuto di modificare la previgente classificazione professionale della Categoria dei Periti Industriali da “Collegio” a “Ordine”.
Consigli per iscrizione Albo
Se il tuo titolo di studio è il diploma di perito industriale o una laurea triennale in materie scientifiche e vuoi esercitare la libera professione, l’iscrizione al nostro albo ti consentirà di innalzare il tuo livello di responsabilità professionale in tutte le discipline che rientrano nelle tue competenze.
E sarai in grado di:
● Effettuare attività di progettazione
● Assumere l’incarico di direzione lavori
● Svolgere compiti di verificatore e coordinatore sia in fase di progettazione sia in fase di esecuzione
● Collaudare opere progettate e realizzate da terzi.
La Famiglia dell’Ordine di Aosta per mezzo dei componenti del consiglio Direttivo, della segreteria, e del suo Presidente è a completa disposizione di tutti coloro che vogliano intraprendere con audacia lo stesso percorso formativo e professionale.